Omegna, Armeno, Agrano, frazione di Omegna, sabato, 30 luglio 2016
Le Sezioni Anpi di Omegna e Zona Cusio e del Vergante-Stresa-Baveno, unitamente alla Comunità di Agrano propongono la celebrazione del 72° Anniversario in
Ricordo dei caduti in luglio ed agosto del 1944
Per il programma dettagliato consultare la locandina

La scomparsa, a Romentino, dove era nato e dove aveva vissuto, di
Carlo Ceffa, classe 1920,
il partigiano Rolando dela 3ª Divisione Garibaldi G. Pajetta, 81ª Brigata Volante Silvio Loss
Dal "Corriere di Novara" del 14/07/2016 un profilo di Carlo Ceffa e le esequie funebri in forma civile, presenti la Sezione Anpi di Romentino ed il Comitato Provinciale Anpi di Novara con i rispettivi Presidenti

E' mancata il giorno 17 a Grignasco Elma Fiorito, classe 1921, nome di battaglia Elma, partigiana della 1ª Divisione Garibaldi F.lli Varalli che, per qualche tempo, militò anche nella 3ª Divisione Garibaldi G. Pajetta.
Sorella di Enzio Fiorito, anche lui partigiano, trucidato dai fascisti nel febbraio del 1945, e di Elida Fiorito, attuale Presidente della Sezione Anpi di Grignasco
Le esequie si terranno mercoledì 20 alle ore 15,00 presso il Cimitero di Grignasco
Si raccomanda la massima partecipazione




Alpe Sacchi, in frazione Morondo nel Comune di Varallo Sesia, domenica, 24 luglio 2016
Le Sezioni Anpi di Omegna e Zona Cusio, Varallo e Alta Valsesia, Villadossola propongono il
Ricordo dei Partigiani
caduti all'Alpe Sacchi e all'Alpe Soliva
Per il programma dettagliato consultare la locandina

Panoramica Zegna, Piazzale Cascina Lunga, domenica 24 luglio 2016
Raduno Partigiano della
2ª Brigata Garibaldi
Per i dettagli consultare la locandina

E' mancato nella notte del 08 luglio Mario Rossari, 88 anni, storica figura della sinistra novarese, a cui ha aderito giovanissimo nelle file del PCI e proseguito lungo la sua storia fino all'attuale PD
All'Anpi piace ricordare di lui l'immagine del giovane e temerario adolescente che faceva incursioni nel loggione del Faraggiana per lanciare alla platea i volantini antiregime riuscendo sempre a non farsi prendere.
Sono le persone come lui che ci hanno regalato dignità e libertà
Le esequie si svolgeranno in forma laica nella giornata di lunedì 11 luglio, alle ore 10,30, nei locali dell'ex sede del Comitato di Quartiere, in Piazza Sacro Cuore a Novara
Il Comitato Provinciale Anpi di Novara parteciperà alle esequie con un proprio rappresentante ed il proprio stendardo

Alpe Pogallo, domenica 3 luglio 2016, ore 10,30
Le Amministrazioni Comunali di Cossogno e Verbania e le Associazioni Partigiane celebrano il 72° anniversario dei Caduti di Pogallo e della Valgrande

Colle del Lys, venerdì 1° luglio, sabato 2 e domenica 3 luglio 2016
Il Comitato Resistenza Colle del Lys, la Regione Piemonte, il Consiglio Regionale, la Città di Torino e l'Anpi si danno convegno al Colle del Lys, nel
70° della Repubblica,
per commemorare i
2024 partigiani che sacrificarono la vita nelle valli di Lanzo e di Susa, del Sangone e del Chisone

Il nostro amico e Partigiano Giacomo Foglia, nome di battaglia «Tek», classe 1925, purtroppo ci ha lasciati. Giacomino Foglia aveva militato nella 2ª Divisione «Redi» 10ª Brigata «Rocco» e successivamente nella 1ª Divisione «F.lli Varalli»
Il funerale, in forma civile, si svolgerà sabato 11 alle ore 14,00 dalla sua abitazione di Barengo. Invitiamo tutti a partecipare

L'ANPI di Carrara, con cui dialoghiamo tramite e-mail, ci ha fatto pervenire un commento sulle affermazioni del Ministro Boschi e i Partigiani, infelicemente accostati a Casapound
Proponiamo questo commento ai nostri associati ed ai nostri lettori
Vi si dice del Ministro Boschi ed anche del lassismo e della tolleranza che il Governo esplicita nei confronti di Casapound e delle altre associazioni neofasciste - Per non dire dell'assenza di qualsiasi iniziativa volta alla demolizione del monumento all'ex Maresciallo Rodolfo Graziani, fascista, colonialista, fucilatore di Partigiani, radiato dall'Esercito Italiano e condannato per tradimento





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Calendario della Resistenza: tante date e tanti Caduti da ricordare

Comitato provinciale di Novara


2 giugno 1946 - la prima volta del voto alle donne


Decreto Legislativo luogotenenziale 1 febbraio 1945, n. 23 Estensione alle donne del diritto di voto



Una manifestazione di donne Non siamo riusciti ad individuare in quale località si sia svolta la manifestazione della foto.




Il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945 (alcune fonti riportano 2 febbraio 1945), “Estensione alle donne del diritto di voto” introduceva in Italia il suffragio universale, opera del secondo governo Bonomi, su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi. Il Decreto Legislativo Luogotenenziale recepì una delibera del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1945. Anche qui le fonti divergono. Alcune riportano che la deliberà passò con esclusione dei soli liberali, azionisti e repubblicani, che votarono contro. Altre fonti (e ci sembrano le più probabili) riportano che la deliberà passò senza discussione, trattata come ultimo punto all’ordine del giorno, nel disinteresse quasi generale della nazione, malgrado l’importanza storica dell’evento.
Poi chi di professione facesse lo storico e potesse accedere ai documenti, è chiaro che potrebbe dirimere incertezze in fondo così banali. Noi no.

Erano stati necessari 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges, che pago con la vita il suo essere troppo in anticipo sui tempi, ghigliottinata durante il Regime del Terrore nel 1793.

    La struttura del decreto era la seguente:
  • l’art. 1 ne sanciva l’esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale..;
  • l’art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;
  • l’art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell’art. 354, ..ovvero le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati“.
Come si può notare una normativa tutt'altro che veramente democratica e «moderna», infarcita di pregiudizi.


Purtroppo il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945 conteneva un errore, ci si accorse successivamente di ciò, era stato omesso il contestuale riconoscimento dell’elettorato passivo (possibilità di candidarsi e di essere elette) delle donne.
A questa lacuna si rimediò con il Decreto Luogotenenziale n° 74 del 10 marzo 1946, adottato lo stesso giorno delle prime elezioni amministrative, che stabilì all’art. 7 l’eleggibilità all’Assemblea Costituente dei cittadini e delle cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, avessero compiuto il 25° anno di età, inserendo così a pieno titolo, nella Carta Costituzionale, i diritti politici delle donne.


Le elezioni comunali del 1946 furono le prime dopo la liberazione dal fascismo e dall'occupazione tedesca, comportarono il ristabilimento di tutte le amministrazioni municipali, dopo che i comuni erano stati retti da sindaci e giunte provvisorie nominate dall'«Allied Military Government of Occupied Territories» al Sud e dal «Comitato di Liberazione Nazionale» al Nord.
A causa dello stato di devastazione in cui si trovava il territorio nazionale, la data di svolgimento fu demandata alla determinazione dei singoli prefetti, a partire da marzo fino a prolungarsi all'autunno.
Le elezioni videro dunque il rinnovo di 5.722 comuni pari al 71,6% della popolazione in cinque tornate: 10 marzo (436 comuni), 17 marzo (1.033 comuni), 24 marzo (1.469 comuni), 31 marzo (1.560 comuni) e 7 aprile. Altri 1.383 comuni furono rinnovati in autunno con altre otto tornate elettorali il 6 ottobre (272 comuni), 13 ottobre, 20 ottobre (286 comuni), 27 ottobre (188 comuni), 3 novembre, 10 novembre, 17 novembre e 24 novembre.
A Novara si votò il 24 marzo, ad Arona il 31 marzo, a Borgomanero il 31 marzo.


La partecipazione al voto delle donne cominciò ad essere massiccia solo qualche mese più tardi, il 2 giugno 1946, con la partecipazione al Referendum sulla forma istituzionale dell Stato, la scelta tra Repubblica e Monarchia ed all'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente, per la stesura di una nuova Costituzione.



La scheda elettorale del Referendum del 2 giugno 1946




Il 2 di giugno del 1946 gli italiani e le italiane scelsero come forma dello Stato la Repubblica, ripudiando definitivamente il fascismo e la guerra. Il 54,3% degli elettori votò per la Reppubblica, con un margine di circa 2 milioni di voti rispetto alla Monarchia.

Votarono anche per l'elezione di una Assemblea Costituente, incaricata della nomina del Capo Provvisorio dello Stato (sarà Enrico De Nicola) e di redigere una nuova carta costituzionale.
Ventuno tra questi deputati era donne, 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque.



Le 21 deputate all'Assemblea Costituente Da una pagina dell'epoca del settimanale «La Domenica del Corriere».



Le prime rivendicazioni del voto alle donne presero le mosse dall'UDI, l’Unione delle donne italiane, associazione di ispirazione socialcomunista nata dalla Resistenza. Già nel corso del 1944 l'UDI aveva presentato precise richieste per il suffragio alle donne al governo Bonomi.

Nel marzo del 1946, in concomitanza con le elezioni amministrative, la prima occasione in cui le donne poterono esercitare il diritto di voto, tre donne comuniste dell'UDI, che di lì a qualche mese sarebbero diventate deputate alla Costituente, Rita Montagnana (allora moglie di Palmiro Togliatti), Teresa Noce e Teresa Mattei, stabilirono che dall'8 marzo 1946 il fiore della Festa della donna in Italia sarebbe stato la mimosa.





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